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San Gennaro

Preghiera a San Gennaro

 

O glorioso Martire SAN GENNARO, che con l’esercizio continuo di tutte le virtù cristiane attendeste alla santificazione del gregge affidato al vostro zelo pastorale e di quanti vi conobbero;

Voi, che suggellaste, col vostro sangue generoso, la fede di Gesù Cristo su questo colle dove ogni anno vive il segno prodigioso del vostro martirio e del vostro valido patrocinio;

otteneteci la grazia di praticare fedelmente i nostri doveri cristiani, di confessare generosamente la verità,

di amare sempre Gesù, per assicurarci  con la vostra protezione, la gloria eterna del Paradiso.
Pater, Ave, Gloria.

San Gennaro

San Gennaro

PREGHIERA A SAN GENNARO

Glorioso San Gennaro,
strenuo atleta della fede di Gesù Cristo,
inclito patrono di Napoli,
volgi benigno lo sguardo verso di noi
e dègnati di accogliere i desideri,
che con piena fiducia nel tuo potente patrocinio
deponiamo ai tuoi piedi.
Quante volte sollecito
sei accorso in aiuto dei tuoi concittadini,
arrestando il cammino
della lava devastatrice dei Vesuvio
o libe­randoli dalla peste,
dai terremoti,
dalla fame
e da tanti altri castighi divini.
Il perenne miracolo
della liquefazione del tuo sangue
è segno sicuro ed eloquente
che Tu vivi in mezzo a noi,
conosci le nostre neces­sità
e ci proteggi in modo particolare.
Prega per noi che a Te ricorriamo,
sicuri di essere esauditi,
e liberaci da tanti mali che ci opprimo­no.
Salvaci dall’invadente incredulità
e fà che quella fede,
per la quale generosamente sacri­ficasti la tua vita,
produca sempre in mezzo a noi
frutti abbondanti di opere sante.
Amen.
3 Gloria al Padre..

candela

23 pensieri su “San Gennaro

  1. Ivana

    Dal «Proslògion» di sant’Anselmo, vescovo
    (Cap. 1: Opera omnia, ed. Schmitt,
    Seckau-Edimburgo 1938, 1, 97-100)
    Il desiderio della contemplazione di Dio
    Orsù, misero mortale, fuggi via per breve tempo dalle tue occupazioni, lascia per un po’ i tuoi pensieri tumultuosi. Allontana in questo momento i gravi affanni e metti da parte le tue faticose attività. Attendi un poco a Dio e riposa in lui.
    Entra nell’intimo della tua anima, escludi tutto tranne Dio e quello che ti aiuta a cercarlo, e, richiusa la porta, cercalo. O mio cuore, di’ ora con tutto te stesso, di’ ora a Dio: Cerco il tuo volto. «Il tuo volto, Signore, io cerco» (Sal 26, 8).
    Orsù dunque, Signore Dio mio, insegna al mio cuore dove e come cercarti, dove e come trovarti. Signore, se tu non sei qui, dove cercherò te assente? Se poi sei dappertutto, perché mai non ti vedo presente? Ma tu certo abiti in una luce inaccessibile. E dov’è la luce inaccessibile, o come mi accosterò a essa? Chi mi condurrà, chi mi guiderà a essa sì che in essa io possa vederti? Inoltre con quali segni, con quale volto ti cercherò? O Signore Dio mio, mai io ti vidi, non conosco il tuo volto.
    Che cosa farà, o altissimo Signore, questo esule, che è così distante da te, ma che a te appartiene? Che cosa farà il tuo servo tormentato dall’amore per te e gettato lontano dal tuo volto? Anela a vederti e il tuo volto gli è troppo discosto. Desidera avvicinarti e la tua abitazione è inaccessibile. Brama trovarti e non conosce la tua dimora. Si impegna a cercarti e non conosce il tuo volto.
    Signore, tu sei il mio Dio, tu sei il mio Signore e io non ti ho mai visto. Tu mi hai creato e ricreato, mi hai donato tutti i miei beni, e io ancora non ti conosco. Io sono stato creato per vederti e ancora non ho fatto ciò per cui sono stato creato.
    Ma tu, Signore, fino a quando ti dimenticherai di noi, fino a quando distoglierai da noi il tuo sguardo? Quando ci guarderai e ci esaudirai? Quando illuminerai i nostri occhi e ci mostrerai la tua faccia? Quando ti restituirai a noi?
    Guarda, Signore, esaudiscici, illuminaci, mostrati a noi. Ridònati a noi perché ne abbiamo bene: senza di te stiamo tanto male. Abbi pietà delle nostre fatiche, dei nostri sforzi verso di te: non valiamo nulla senza te.
    Insegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco: non posso cercarti se tu non mi insegni, né trovarti se non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti, che io ti trovi amandoti e ti ami trovandoti.

  2. Ivana

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
    Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
    Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

    Parola del Signore

  3. Ivana

    Dal libro del profeta Ezechiele (38,14–39,10)

    Visione degli ultimi giorni

    «Predici, figlio dell’uomo, e annunzia a Gog: Così dice il Signore Dio: In quel giorno, quando il mio popolo Israele dimorerà del tutto sicuro, tu ti leverai, verrai dalla tua dimora, dagli estremi confini del settentrione, tu e i popoli numerosi che sono con te, tutti su cavalli, una turba grande, un esercito potente.

    Verrai contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire la terra. Sul finire dei giorni io ti manderò sulla mia terra perché le genti mi conoscano quando per mezzo tuo, o Gog, manifesterò la mia santità davanti ai loro occhi. Così dice il Signore Dio: Non sei tu quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei servi, i profeti d’Israele, i quali, in quei tempi e per molti anni, profetizzarono che io ti avrei mandato contro di loro?

    Ma, quando Gog giungerà nel paese d’Israele – parola del Signore Dio – divamperà la mia collera. Nella mia gelosia e nel mio furore ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sarà un gran terremoto nel paese di Israele: davanti a me tremeranno i pesci del mare, gli uccelli del cielo, gli animali selvatici, tutti i rettili che strisciano sul terreno e ogni uomo che è sulla terra: i monti franeranno, le rocce cadranno e ogni muro rovinerà al suolo.

    Contro di lui, per tutti i monti d’Israele, chiamerò la spada. Parola del Signore Dio. La spada di ognuno di essi sarà contro il proprio fratello. Farò giustizia di lui con la peste e con il sangue: farò piovere su di lui e le sue schiere, sopra i popoli numerosi che sono con lui, torrenti di pioggia e grandine, fuoco e zolfo. Io mostrerò la mia potenza e la mia santità e mi rivelerò davanti a genti numerose e sapranno che io sono il Signore».

    «E tu, figlio dell’uomo, profetizza contro Gog e annunzia: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te, Gog, principe capo di Mesech e di Tubal. Io ti sospingerò e ti condurrò e dagli estremi confini del settentrione ti farò salire e ti condurrò sui monti d’Israele. Spezzerò l’arco nella tua mano sinistra e farò cadere le frecce dalla tua mano destra. Tu cadrai sui monti d’Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci d’ogni specie e alle bestie selvatiche. Tu sarai abbattuto in aperta campagna, perché io l’ho detto. Oracolo del Signore Dio.

    Manderò un fuoco su Magog e sopra quelli che abitano tranquilli le isole: sapranno che io sono il Signore. Farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo Israele, non permetterò che il mio santo nome sia profanato; le genti sapranno che io sono il Signore, santo in Israele. Ecco, questo avviene e si compie – parola del Signore Dio –: è questo il giorno di cui ho parlato.

    Gli abitanti delle città d’Israele usciranno e per accendere il fuoco bruceranno armi, scudi grandi e piccoli e archi e frecce e mazze e giavellotti e con quelle alimenteranno il fuoco per sette anni. Non andranno a prendere la legna nei campi e neppure a tagliarla nei boschi, perché faranno il fuoco con le armi: spoglieranno coloro che li avevano spogliati e deprederanno coloro che li avevano saccheggiati. Parola del Signore Dio».

  4. Ivana

    Dal Trattato «La remissione» di san Fulgenzio di Ruspe, vescovo
    (Lib. 2, 11, 2 – 12, 1. 3-4; CCL 91 A, 693-695)
    Chi vincerà non sarà colpito dalla seconda morte
    «In un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati» (1 Cor 15, 52). Quando dice «noi» Paolo mostra che con lui conquisteranno il dono della futura trasformazione coloro che insieme a lui e ai suoi compagni vivono nella comunione ecclesiale e nella vita santa. Spiega poi la qualità di tale trasformazione dicendo: «È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e che questo corpo mortale si vesta di immortalità» (1 Cor 15, 53). In costoro allora seguirà la trasformazione dovuta come giusta ricompensa a una precedente rigenerazione compiuta con atto spontaneo e generoso del fedele. Perciò si promette il premio della rinascita futura a coloro che durante la vita presente sono passati dal male al bene.
    La grazia prima opera, come dono divino, il rinnovamento di una risurrezione spirituale mediante la giustificazione interiore. Verrà poi la risurrezione corporale che perfezionerà la condizione dei giustificati. L’ultima trasformazione sarà costituita dalla gloria. Ma questa mutazione sarà definitiva ed eterna.
    Proprio per questo i fedeli passano attraverso le successive trasformazioni della giustificazione, della risurrezione e della glorificazione, perché questa resti immutabile per l’eternità.
    La prima metamorfosi avviene quaggiù mediante l’illuminazione e la conversione, cioè col passaggio dalla morte alla vita, dal peccato alla giustizia, dalla infedeltà alla fede, dalle cattive azioni ad una santa condotta. Coloro che risuscitano con questa risurrezione non subiscono la seconda morte. Di questi nell’Apocalisse è detto: «Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte» (Ap 20, 6).
    Nel medesimo libro si dice anche: «Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte» (Ap 2, 11). Dunque, come la prima risurrezione consiste nella conversione del cuore, così la seconda morte sta nel supplizio eterno. Pertanto chi non vuol esser condannato con la punizione eterna della seconda morte s’affretti quaggiù a diventare partecipe della prima risurrezione. Se qualcuno infatti durante la vita presente, trasformato dal timore di Dio, si converte da una vita cattiva a una vita buona, passa dalla morte alla vita e in seguito sarà anche trasformato dal disonore alla gloria.

  5. Lauta

    San Gennaro aiutami tu fammi tornare a lavorare nel reparto dove stavo prima.Fa che il mio ragazzo guarisca da una forte forma di egoismo e che guarisca dalla dipendenza da internet e dal cercare donne di dubbia moralità’ su internet.

  6. Ivana

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
    Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
    Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

    Parola di Dio

  7. Ivana

    Dal libro del profeta Geremia 42, 1-16; 43, 4-7
    *Sorte di Geremia e del popolo
    dopo la conquista della città*
    Una volta tutti i capi delle bande armate e Giovanni figlio di Kareca, e Azaria figlio di Osaia e tutto il popolo, dai piccoli ai grandi, si presentarono al profeta Geremia e gli dissero: «Ti sia gradita la nostra supplica! Prega per noi il Signore tuo Dio, in favore di tutto questo residuo di popolazione, perché noi siamo rimasti in pochi dopo essere stati molti, come vedi con i tuoi occhi. Il Signore tuo Dio ci indichi la via per la quale dobbiamo andare e che cosa dobbiamo fare».
    Il profeta Geremia rispose loro: «Comprendo! Ecco, pregherò il Signore vostro Dio secondo le vostre parole e vi riferirò quanto il Signore risponde per voi; non vi nasconderò nulla».
    Essi allora dissero a Geremia: «Il Signore sia contro di noi testimone verace e fedele, se non faremo quanto il Signore tuo Dio ti rivelerà per noi. Che ci sia gradita o no, noi ascolteremo la voce del Signore nostro Dio al quale ti mandiamo, perché ce ne venga bene obbedendo alla voce del Signore nostro Dio».
    Al termine di dieci giorni, la parola del Signore fu rivolta a Geremia. Questi chiamò Giovanni figlio di Kareca e tutti i capi delle bande armate che erano con lui e tutto il popolo, dai piccoli ai grandi, e riferì loro: «Dice il Signore, Dio di Israele, al quale mi avete inviato perché gli presentassi la vostra supplica: Se continuate ad abitare in questa regione, vi renderò stabili e non vi distruggerò, vi pianterò e non vi sradicherò, perché ho pietà del male che vi ho arrecato. Non temete il re di Babilonia, che vi incute timore; non temetelo – dice il Signore – perché io sarò con voi per salvarvi e per liberarvi dalla sua mano. Io gli ispirerò sentimenti di pietà per voi, così egli avrà compassione di voi e vi lascerà dimorare nel vostro paese. Se invece, non dando retta alla voce del Signore vostro Dio, voi direte: Non vogliamo abitare in questo paese, e direte: No, vogliamo andare nel paese d’Egitto, perché là non vedremo guerre e non udremo squilli di tromba né soffriremo carestia di pane: là abiteremo; in questo caso ascolta la parola del Signore, o resto di Giuda: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Se voi intendete veramente andare in Egitto e vi andate per stabilirvi colà, ebbene, la spada che temete vi raggiungerà laggiù nel paese d’Egitto, e la fame che temete vi sarà addosso laggiù in Egitto e là morirete».
    Pertanto Giovanni figlio di Kareca e tutti i capi delle bande armate e tutto il popolo non obbedirono all’invito del Signore di rimanere nel paese di Giuda.
    Così Giovanni figlio di Kareca e tutti i capi delle bande armate raccolsero tutti i superstiti di Giuda, che erano ritornati per abitare nella terra di Giuda da tutte le regioni in mezzo alle quali erano stati dispersi, uomini, donne, bambini, le principesse reali e tutte le persone che Nabuzaradan, capo delle guardie, aveva lasciato con Godolia figlio di Achikam, figlio di Safan, insieme con il profeta Geremia e con Baruch figlio di Neria, e andarono nel paese d’Egitto, non avendo dato ascolto alla voce del Signore, e giunsero fino a Tafni.

  8. Ivana

    Dal libro del profeta Isaia 3, 1-15
    Rimproveri contro Gerusalemme
    Ecco il Signore, Dio degli eserciti,
    toglie a Gerusalemme e a Giuda
    ogni genere di sostegno,
    ogni riserva di pane
    e ogni sostentamento d’acqua,
    il prode e il guerriero,
    il giudice e il profeta,
    l’indovino e l’anziano,
    il capo di una cinquantina e il notabile,
    il consigliere e il mago sapiente
    e l’esperto di incantesimi.
    Io metterò come loro capi ragazzi,
    monelli li domineranno.
    Il popolo userà violenza: l’uno contro l’altro,
    individuo contro individuo;
    il giovane tratterà con arroganza l’anziano,
    lo spregevole, il nobile.
    Poiché uno afferra l’altro
    nella casa del padre:
    «Tu hai un mantello: sii nostro capo;
    prendi in mano questa rovina!».
    Ma quegli si alzerà in quel giorno per dire:
    «Non sono un medico;
    nella mia casa non c’è pane
    né mantello;
    non mi ponete
    a capo del popolo!».
    Certo, Gerusalemme va in rovina
    e Giuda crolla,
    perché la loro lingua e le loro
    opere sono contro il Signore,
    fino ad offendere la vista della sua maestà divina.
    La loro parzialità verso le persone li condanna
    ed essi ostentano il peccato come Sòdoma:
    non lo nascondono neppure; disgraziati!
    Si preparano il male da se stessi.
    Beato il giusto, perché egli avrà bene,
    mangerà il frutto delle sue opere.
    Guai all’empio! Lo colpirà la sventura,
    secondo i misfatti delle sue mani avrà la mercede.
    Il mio popolo! Un fanciullo lo tiranneggia
    e donne lo dominano.
    Popolo mio, le tue guide ti traviano,
    distruggono la strada che tu percorri.
    Il Signore appare per muovere causa,
    egli si presenta per giudicare il suo popolo.
    Il Signore inizia il giudizio
    con gli anziani e i capi del suo popolo:
    «Voi avete devastato la vigna;
    le cose tolte ai poveri sono nelle vostre case.
    Qual diritto avete di opprimere il mio popolo,
    di pestare la faccia ai poveri?».
    Oracolo del Signore, Dio degli eserciti.

  9. Lina

    O Glorioso San Gennaro, ti affido le mie figlie che anche in questo mese hanno bisogno della tua protezione, della tua benedizione e della tua guida per affrontare i vari esami. Ti chiedo di illuminarle, di dare loro un po’ di fortuna, affinché possano sempre avere argomenti che conoscono meglio e sapere esporli, argomentarli e trattarli nel migliore dei modi. Fa anche in modo che i professori mettano voti che facciano migliorare la loro media, affinché possano essere soddisfatte e ricompensate dei loro sacrifici.
    Te song riconoscènt. ❤❤❤❤

  10. Rita

    San gennaro, dai a mio zio rino tanta forza aiutalo ti prego non lo abbandonare stagli vicino e fagli superare questo momento cosi’ difficile.

  11. Lina

    San Gennaro, proteggi e guida mia figlia minore che domani farà l’esame: rall a ciort e falle caccià a’ scienz, accussì allav nu bell vot. Grazie ❤❤❤❤

  12. Sabrina

    Oh San Gennaro oggi è la tua festa…aiuta la mia famiglia!!! Volgi il tuo sguardo proprio oggi, anche su di noi. La grazia sarebbe l’amore in tutte le sue forme…tu sai cosa chiedo. Elo sblocco del lavoro…verremo da te appena possibile se mi darai prova di averci ascoltate. Amen. Benedici in modo speciale Lu

  13. Barbara

    San gennaro oggi è la tua festa 13 17 89 solo su Napoli fa che esce ho tante bollette grazie mille se mi vorrai aiutare

  14. Barbara

    San Gennaro io non sono di Napoli ma ho un amico napoletano Michele proteggi lui sua mamma e la sua famiglia e per favore aiutami per i soldi che ho bisogno grazie di cuore rip amen

  15. Lina

    San Gennaro, proteggi e guida mia figlia che fra poco farà l’esame: falle caccià a’ scienz, accussì allav nu bell vot. Grazie ❤❤❤❤

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