Cappellina virtuale

Santa Rosalia

PREGHIERA A S.ROSALIA PER LIBERARCI DAI FLAGELLI DELL’IRA DIVINA

 

O cara verginella Rosalia,che con la
vostra speciale intercessione liberaste
tante volte la nostra patria dai tremendi
flagelli dell’ira divina, deh! intercedete
oggi per noi presso il Dio delle misericordie,
acciocchè non voglia riguardare
alla enormità dei nostri peccati per 
punirci,ma cì accordi invece tempo
alla penitenza.Le vostre reliquie
che sono in mezzo,cì assicurino della vostra
protezione e cì ottengano da Dio
la grazia di glorificarlo insieme con voi
nel cielo per tutti i secoli dei secoli.
Così sia.

Palermo,21 febbraio 1885.
(Preghiera tratta da un santino d’epoca).

Santa Rosalia

Santa Rosalia

PREGHIERA A SANTA ROSALIA

 

O Santa Rosalia, fulgidissima gemma di verginale santità ;
della nostra Città di Palermo,
a Tè con fiducia
rivolgiamo la nostra preghiera.
Tu, che ti ritirasti
nella solitudine di Monte Pellegrino,
non per evadere dalla città,
ma per vegliare su di essa
con la preghiera e con la penitenza,
e liberarla, così, dalla peste di ogni male,
aiutaci a liberarci dal peccato,
radice di tutti i mali sociali,
e a orientare la nostra vita a Dio,
fonte di ogni serenità.
Tu, che fosti sempre fedele
alla grazia e agli impegni del Battesimo,
aiutaci a divenire sempre più consapevoli
di questo primo sacramento della fede,
che ci ha resi figli adottivi di Dio
inserendoci in Gesù Cristo
con il dono dello Spirito Santo,
e a yiverlo con fedeltà e coerenza
per essere “sale della terra e luce del mondo”,
fermento evangelico di rinnovamento
religioso, morale e sociale
nel nostro territorio.
Rendi salda la nostra fede,
perché la professiamo apertamente
e la difendiamo con coraggio,
senza mai vergognarci del Vangelo
e la traduciamo ogni giorno nella nostra vita.
Rendi viva la nostra speranza,
fondata sulle promesse
di Colui che non delude
ed è accanto a noi
soprattutto nell’ora del dolore e della prova.
Rendi operosa la nostra carità,
che è l’amore stesso di Dio
riversato nei nostri cuori,
perché sappiamo vederlo, amarlo e servirlo
in tutti gli uomini,
ma specialmente nei più piccoli,
nei poveri, negli ammalati e negli emarginati.
Guidati dalla Vergine Maria,
accompagnaci nel cammino della vita cristiana,
che da Cristo e con Cristo
per mezzo dello Spirito
ci conduce al Padre,
per costruire incessantemente il suo Regno
nella verità e nella vita,
nella santità e nella grazia,
nella giustizia, nell’amore e nella pace.
Amen.

Salvatore Card. De Giorgi
Arcivescovo Emerito di Palermo

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15 pensieri su “Santa Rosalia

  1. Ivana

    Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa
    (Capp. 19, 2 – 20, 12; Funk, 1, 87-89)
    *Dio ordina il mondo con armonia e concordia
    e fa del bene a tutti*
    Fissiamo lo sguardo sul padre e creatore di tutto il mondo e immedesimiamoci intimamente con i suoi magnifici e incomparabili doni di pace e con i suoi benefici. Contempliamolo nella nostra mente e scrutiamo con gli occhi dell’anima il suo amore così longanime. Consideriamo quanto si dimostri benigno verso ogni sua creatura.
    I cieli, che si muovono sotto il suo governo, gli sono sottomessi in pace; il giorno e la notte compiono il corso fissato da lui senza reciproco impedimento. Il sole, la luce e il coro degli astri percorrono le orbite prestabilite secondo la sua disposizione senza deviare dal loro corso, e in bell’armonia. La terra, feconda secondo il suo volere, produce a suo tempo cibo abbondante per gli uomini, le bestie e tutti gli esseri animati che vivono su di essa, senza discordanza e mutamento alcuno per rapporto a quanto egli ha stabilito. Gli stessi ordinamenti regolano gli abissi impenetrabili e le profondità della terra. Per suo ordine il mare immenso e sconfinato si raccolse nei suoi bacini e non oltrepassa i confini che gli furono imposti, ma si comporta così come Dio ha ordinato. Ha detto infatti: «Fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l’orgoglio delle tue onde» (Gb 38, 11). L’oceano invalicabile per gli uomini e i mondi che si trovano al di là di esso sono retti dalle medesime disposizioni del Signore.
    Le stagioni di primavera, d’estate, d’autunno e d’inverno si succedono regolarmente le une alle altre. Le masse dei venti adempiono il loro compito senza ritardi e nel tempo assegnato. Anche le sorgenti perenni, create per il nostro godimento e la nostra salute, offrono le loro acque ininterrottamente per sostentare la vita degli uomini. Persino gli animali più piccoli si stringono insieme nella pace e nella concordia. Tutto questo il grande creatore e signore di ogni cosa ha comandato che si facesse in pace e concordia, sempre largo di benefici verso tutti, ma con maggiore abbondanza verso di noi che ricorriamo alla sua misericordia per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. A lui la gloria e l’onore nei secoli dei secoli. Amen.

  2. Ivana

    Dal libro del profeta Baruc 1, 14 – 2, 5; 3, 1-8
    Supplica del popolo pentito
    Leggete perciò questo libro che vi abbiamo mandato per fare pubblica confessione nel tempio del Signore, in giorno di festa e nei giorni opportuni. Direte dunque:
    Al Signore nostro Dio la giustizia; a noi il disonore sul volto, come oggi avviene per i Giudei e gli abitanti di Gerusalemme, per i nostri re e per i nostri principi, per i nostri sacerdoti e i nostri profeti e per i nostri padri, perché abbiamo offeso il Signore, gli abbiamo disobbedito, non abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio per camminare secondo i decreti che il Signore ci aveva messi dinanzi. Da quando il Signore fece uscire i nostri padri dall’Egitto fino ad oggi noi ci siamo ribellati al Signore nostro Dio e ci siamo ostinati a non ascoltare la sua voce. Così, come oggi constatiamo, si sono abbattuti su di noi tanti mali insieme con la maledizione che il Signore aveva minacciato per mezzo di Mosè suo servo, quando fece uscire i nostri padri dall’Egitto per concederci un paese in cui scorre latte e miele. Non abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio, secondo le parole dei profeti che egli ci ha mandato: ma ciascuno di noi ha seguito le perverse inclinazioni del suo cuore, ha servito dèi stranieri e ha fatto ciò che è male agli occhi del Signore nostro Dio.
    Per questo il Signore ha adempiuto le sue parole pronunziate contro di noi, contro i nostri giudici che governano Israele, contro i nostri re e contro i nostri principi, contro ogni uomo d’Israele e di Giuda. Non era mai avvenuto sotto la volta del cielo quello che egli ha compiuto in Gerusalemme, come sta scritto nella legge di Mosè, fino al punto di mangiarsi uno le carni del figlio e un altro quelle della figlia. Il Signore li mise in potere di tutti i regni vicini e li rese oggetto di vituperio e di disprezzo per tutti quei popoli in mezzo ai quali li aveva dispersi. Così ci ha reso schiavi invece di padroni, perché abbiamo offeso il Signore nostro Dio e non abbiamo ascoltato la sua voce.
    Signore onnipotente, Dio d’Israele, un’anima angosciata, uno spirito tormentato grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà, perché abbiamo peccato contro di te. Tu domini sempre, noi continuamente periamo. Signore onnipotente, Dio d’Israele, ascolta dunque la supplica dei morti d’Israele, dei figli di coloro che hanno peccato contro di te: essi non hanno ascoltato la voce del Signore loro Dio e a noi si sono attaccati questi mali. Non ricordare l’iniquità dei nostri padri, ma ricordati ora della tua potenza e del tuo nome, poiché tu sei il Signore nostro Dio e noi ti loderemo, Signore. Per questo tu hai riempito i nostri cuori del tuo timore perché invocassimo il tuo nome. Noi ti lodiamo ora nell’esilio, poiché abbiamo allontanato dal cuore tutta l’iniquità dei nostri padri, i quali hanno peccato contro di te. Ecco, siamo ancor oggi esiliati e dispersi, oggetto di obbrobrio, di maledizione e di condanna per tutte le iniquità dei nostri padri, che si sono ribellati al Signore nostro Dio.

  3. Ivana

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.
    Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità:
    egli fu manifestato in carne umana
    e riconosciuto giusto nello Spirito,
    fu visto dagli angeli
    e annunciato fra le genti,
    fu creduto nel mondo
    ed elevato nella gloria.

    Parola di Dio

  4. Ivana

    Dai “Libri degli Stromata” di Clemente Alessandrino (6)

    Adorare Dio mediante la vera santità delle opere e della conoscenza

    Chi peregrina verso il Signore nell’amore, anche se la sua dimora è ancora visibile qui in terra, non si sottrae alla vita terrena, ma distacca la sua anima dalle passioni. Egli vive, ma ha crocifisso la sua cupidigia e non dispone più del suo corpo al quale permette solo lo stretto necessario, per non consentirgli occasioni di rovina.

    Come può avere ancora bisogno di fortezza colui che non giace nel male, quasi non fosse più quaggiù, ma è totalmente con colui che ama? Come può far ricorso alla temperanza se non ne ha più bisogno? Avere infatti cupidigie tali che esigano la temperanza per poter essere dominate, non è di chi è puro, ma di colui che è ancora agitato dai turbamenti dell’animo. Alla fortezza poi si fa ricorso per il timore e la timidezza. è infatti disdicevole che l’amico di Dio, predestinato prima della costituzione del mondo per essere elevato alla sublime adozione dei figli, sia soggetto alle passioni e ai timori, tutto occupato nel dominare i turbamenti dell’animo. Oserei infatti dire: come uno è predestinato in base alle opere che compirà e agli effetti che ne seguiranno, così egli stesso in un certo senso avrà predestinato per sé colui che ha amato, attraverso la conoscenza che ne ha avuto. Né viene a conoscere il futuro per incerte ipotesi come la maggior parte degli uomini va congetturando, ma per conoscenza di fede riceve come cosa certa ciò che per gli altri è incerto e oscuro: e per la carità gli è già presente ciò che dovrà venire. Ha infatti creduto, per profezia e per esperienza, al Dio che non mentisce; perciò possiede ciò che ha creduto e ottiene la promessa; poiché colui che ha promesso è degno di fede essendo la verità, egli riceve sicuramente mediante la conoscenza il fine della promessa. Chi infatti conosce che lo stato in cui si trova gli dà la sicura comprensione delle cose future, va incontro al futuro con amore.

    Perciò non desidererà certo conseguire le cose di quaggiù, convinto di dover ottenere quelle realtà che sono i veri beni; desidererà piuttosto custodire quella fede che appaghi pienamente il suo desiderio. Inoltre desidera che il maggior numero possibile di fratelli diventino simili a lui, a gloria di Dio, la quale si realizza attraverso la stessa conoscenza. è infatti strumento di salvezza per gli altri colui che è pienamente conforme al Salvatore, dal momento che la natura umana deve giungere a riprodurre la sua immagine obbedendo ai suoi comandamenti senza deviare. Questo è adorare Dio, mediante la vera santità delle opere e della conoscenza

  5. Ivana

    Dal «Commento sul libro di Giobbe» di san Gregorio Magno, papa
    (Lib. 3, 39-40; PL 75, 619-620)
    Battaglie all’esterno, timori all’interno
    Gli uomini santi, pur se torchiati dalle prove, sanno sopportare chi li percuote e, nello stesso tempo, tener fronte a chi li vuole trascinare nell’errore. Contro quelli alzano lo scudo della pazienza, contro questi impugnano le armi della verità. Abbinano così i due metodi di lotta ricorrendo all’arte veramente insuperabile della fortezza.
    All’interno raddrizzano le distorsioni della sana dottrina con l’insegnamento illuminato, all’esterno sanno sostenere virilmente ogni persecuzione. Correggono gli uni ammaestrandoli, sconfiggono gli altri sopportandoli. Con la pazienza si sentono più forti contro i nemici, con la carità sono più idonei a curare le anime ferite dal male. A quelli oppongono resistenza perché non facciano deviare anche gli altri. Seguono questi con timore e preoccupazione perché non abbandonino del tutto la via della rettitudine.
    Vediamo il soldato degli accampamenti di Dio che combatte contro entrambi i mali: «Battaglie all’esterno, timori al di dentro» (2 Cor 7, 5). Enumera le guerre che subisce dall’esterno, dicendo: «Pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli» (2 Cor 11, 26). Altre armi che usa in questa guerra sono: «Fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità» (2 Cor 11, 27).
    Ma, pur impegnato su tanti fronti, non allenta l’attenzione per la sicurezza degli accampamenti. Infatti soggiunge immediatamente: «E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le chiese» (2 Cor 11, 28). Assume tutte su di sé le asprezze della guerra e, contemporaneamente, si prodiga con premura a difesa dei fratelli. Parla dei mali che sopporta, e aggiunge i beni che elargisce.
    Consideriamo poi quanta fatica sia sopportare al medesimo tempo le avversità all’esterno e difendersi all’interno contro le proprie debolezze. All’esterno sopporta battaglie, perché è lacerato dalle battiture, è legato da catene; all’interno tollera la paura, perché teme che la sua sofferenza rechi danno non a sé, ma ai discepoli. Perciò scrive loro: «Nessuno si lasci turbare in queste tribolazioni. Voi stessi infatti sapete che a questo siamo destinati» (1 Ts 3, 3).
    Nella propria sofferenza temeva la caduta degli altri, e cioè che i discepoli, venendo a conoscenza che egli veniva percosso per la fede, ricusassero di professarsi fedeli.
    O sentimento di immensa carità! Sprezza ciò che egli stesso soffre, e si preoccupa che nei discepoli non si formino concezioni sbagliate. Sdegna in sé le ferite del corpo, e cura negli altri le ferite del cuore. I grandi infatti hanno questo di particolare che, trovandosi nel dolore della propria tribolazione, non cessano di occuparsi dell’utilità altrui; e, mentre soffrono in se stessi sopportando le proprie tribolazioni, provvedono agli altri, consigliando quanto loro abbisogna. Sono come dei medici eroici, colpiti da malattia: sopportano le ferite del proprio male e provvedono gli altri di cure e di medicine per la guarigione.

  6. Mimì

    Santa Rosalia prega Gesù x noi ,fa che non ci abbandoni ma ci aiuti sempre.Aiuta mio marito guidalo e dagli pazienza,proteggi i miei figli,donaci salute pace e provvidenza. Aiuta la mia famiglia e quella di mio marito,mia suocera donale salute e memoria. Proteggi i bisognosi e gli emigrati e gli ammalati e i ns governatori. Amen

  7. Mimì

    Santa Rosalia aiutaci tu.Prega Gesù affinché mio marito possa risolvere i problemi che ci circondano,dagli forza .Vedi tu o Santa se può avere qualche altro incarico in modo da poter andare avanti con più serenità. Aiuta i miei figli nello studio proteggili e illuminali. Donaci salute ,pace e provvidenza. Aiuta mia suocera fa che si riprenda. Aiuta mio fratello e mio nipote e le loro famiglie. Aiuta i bisognosi e gli emigrati e gli ammalati e i ns governatori e i terremotati. Amen

  8. Mimì

    Santa Rosalia protettice della ns città. Proteggi mio figlio che domani ha compito scritto all’università,illuminalo tramite Gesù,guida mia figlia,dona pazienza e forza a mio marito affinché reagisce e trova delle soluzioni x andare avanti. Donaci salute, serenità e provvidenza. Di noi abbi Gesù misericordia. Aiuta la mia famiglia e quella di mio marito ,i bisognosi e gli emigrati e gli ammalati e i ns governatori,fa che la Ue non ci abbandoni ma ci dia una mano Amen

  9. Paola

    Prega per la mia famiglia. Scansaci dalle brutte malattie. Lavoro per le mie figlie. Matrimonio per le mie figlie. Stabilizza i miei occhi. Pace e serenità sul lavoro.

  10. Mimì

    Santa Rosalia oggi è la tua festa,sono felice di essermene ricordata ,ti prego in modo particolare fa che regni la pace nella mia casa,di a Gesù che mi aiuti a superare tutti gli ostacoli insieme alla mia famiglia. Domani fa che mio figlio riesca a trovare casa prima che cominci l’università. Aiuta Giovanni che il 6 ha esami di riparazione fa che gli vada tutto bene. Donaci pace e salute e la provvidenza. Aiuta i bisognosi e gli ammalati e gli emigrati e i ns governatori che risollevino il paese e risolvino il problema pensioni.Amen

  11. Mimì

    Santa Rosalia patrona di Palermo, felice di averti visto sfilare sul carro .Aiutaci a superare tutti gli ostacoli,illumina mio figlio x questa laurea,proteggi e guida mia figlia con Giovanni, aiuta mio marito nei momenti critici, donaci serenità e salute. Aiuta i bisognosi e gli ammalati e gli emigrati e i ns governatori.Amen

  12. Mimì

    Santa Rosalia, ti chiedo di pregare Gesù xché possa aiutare la mia famiglia. Illumina mio figlio a prepararsi agli esami, stimolalo. Proteggi mia figlia, guidala.Aiuta mio marito dagli la pazienza x tutto.Di noi tutti abbi misericordia. Donaci il pane quotidiano. Aiuta i bisognosi e gli ammalati. AMEN

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