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Santa Rosalia

PREGHIERA A S.ROSALIA PER LIBERARCI DAI FLAGELLI DELL’IRA DIVINA

 

O cara verginella Rosalia,che con la
vostra speciale intercessione liberaste
tante volte la nostra patria dai tremendi
flagelli dell’ira divina, deh! intercedete
oggi per noi presso il Dio delle misericordie,
acciocchè non voglia riguardare
alla enormità dei nostri peccati per 
punirci,ma cì accordi invece tempo
alla penitenza.Le vostre reliquie
che sono in mezzo,cì assicurino della vostra
protezione e cì ottengano da Dio
la grazia di glorificarlo insieme con voi
nel cielo per tutti i secoli dei secoli.
Così sia.

Palermo,21 febbraio 1885.
(Preghiera tratta da un santino d’epoca).

Santa Rosalia

Santa Rosalia

PREGHIERA A SANTA ROSALIA

 

O Santa Rosalia, fulgidissima gemma di verginale santità ;
della nostra Città di Palermo,
a Tè con fiducia
rivolgiamo la nostra preghiera.
Tu, che ti ritirasti
nella solitudine di Monte Pellegrino,
non per evadere dalla città,
ma per vegliare su di essa
con la preghiera e con la penitenza,
e liberarla, così, dalla peste di ogni male,
aiutaci a liberarci dal peccato,
radice di tutti i mali sociali,
e a orientare la nostra vita a Dio,
fonte di ogni serenità.
Tu, che fosti sempre fedele
alla grazia e agli impegni del Battesimo,
aiutaci a divenire sempre più consapevoli
di questo primo sacramento della fede,
che ci ha resi figli adottivi di Dio
inserendoci in Gesù Cristo
con il dono dello Spirito Santo,
e a yiverlo con fedeltà e coerenza
per essere “sale della terra e luce del mondo”,
fermento evangelico di rinnovamento
religioso, morale e sociale
nel nostro territorio.
Rendi salda la nostra fede,
perché la professiamo apertamente
e la difendiamo con coraggio,
senza mai vergognarci del Vangelo
e la traduciamo ogni giorno nella nostra vita.
Rendi viva la nostra speranza,
fondata sulle promesse
di Colui che non delude
ed è accanto a noi
soprattutto nell’ora del dolore e della prova.
Rendi operosa la nostra carità,
che è l’amore stesso di Dio
riversato nei nostri cuori,
perché sappiamo vederlo, amarlo e servirlo
in tutti gli uomini,
ma specialmente nei più piccoli,
nei poveri, negli ammalati e negli emarginati.
Guidati dalla Vergine Maria,
accompagnaci nel cammino della vita cristiana,
che da Cristo e con Cristo
per mezzo dello Spirito
ci conduce al Padre,
per costruire incessantemente il suo Regno
nella verità e nella vita,
nella santità e nella grazia,
nella giustizia, nell’amore e nella pace.
Amen.

Salvatore Card. De Giorgi
Arcivescovo Emerito di Palermo

candela

26 pensieri su “Santa Rosalia

  1. Ivana

    Dai «Discorsi» di sant’Anastasio, vescovo di Antiochia
    (Disc. 4, 1-2; PG 89, 1347-1349)
    Cristo doveva patire e così entrare nella sua gloria
    Cristo, dopo aver mostrato con l’insegnamento e con le sue opere di essere il vero Dio e il Signore dell’universo, mentre stava per recarsi a Gerusalemme diceva ai suoi discepoli: Ecco stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo verrà dato in mano ai pagani, ai sommi sacerdoti e agli scribi per esser flagellato, vilipeso e crocifisso (cfr. Mt 20, 18-19). Diceva che queste cose erano conformi alle predizioni dei profeti, i quali avevano preannunziato la sua morte, che doveva avvenire in Gerusalemme. Avendo pertanto la Sacra Scrittura predetto fin dal principio la morte di Cristo e la sua passione prima della morte, predice ancora ciò che accadde al suo corpo dopo la morte. Afferma però anche che, come Dio, era impassibile e immortale.
    Osservando la verità dell’incarnazione, ne deduciamo i motivi per proclamare rettamente e giustamente l’una e l’altra cosa, cioè la passione e l’impassibilità. Il motivo per cui il Verbo di Dio, impassibile in se stesso, sostenne la passione era che l’uomo non poteva essere salvato in altro modo. Egli lo sapeva bene e con lui anche coloro ai quali volle manifestarlo. Il Verbo, infatti, conosce tutto del Padre, come lo «Spirito ne scruta le profondità» (1 Cor 2, 10) cioè i misteri impenetrabili.
    Era davvero necessario che Cristo soffrisse, e non poteva non farlo, come egli stesso affermò. Per questo chiamò stolti e tardi di mente quanti ignoravano che Cristo doveva in tal modo soffrire ed entrare nella sua gloria. Egli venne per la salvezza del suo popolo. Per lui si privò, in un certo senso, di quella gloria che possedeva presso il Padre prima che il mondo fosse. La salvezza era l’evento che doveva maturare attraverso la passione dell’autore della vita. Lo insegna san Paolo: Egli è l’autore della vita, reso perfetto mediante le sofferenze (cfr. Eb 2, 10). La gloria di Unigenito, poi, che egli aveva abbandonato per noi, gli venne restituita per mezzo della croce, nella carne che aveva assunta. Dice infatti san Giovanni nel suo vangelo, quando spiega quale fosse l’acqua di cui parlò il Salvatore: Scorrerà come fiume dal seno di chi crede. Questo disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato (Gv 7, 38-39), e chiama gloria la morte in croce. Perciò il Signore, mentre innalzava preghiere prima di subire la croce, supplicava il Padre di essere glorificato con quella gloria che aveva presso di lui, prima che il mondo esistesse.

  2. Ivana

    Dalla lettera agli Ebrei 10, 19-39
    Perseveranza nella fede. Attesa del giudizio
    Avendo, fratelli, piena fiducia di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero in pienezza di fede, con il cuore purificato dalla cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso.
    Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, non disertando le nostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina.
    Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la piena conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco pronto a divorare i ribelli. Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni (Dt 17, 6). Pensate quanto maggiore sarà il castigo di cui sarà ritenuto meritevole chi avrà calpestato il Figlio di Dio e considerato profano quel sangue dell’alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia! Conosciamo infatti colui che ha detto: A me la vendetta! Io darò la retribuzione! (Dt 32, 35). E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo (Dt 32, 36). È terribile cadere nelle mani del Dio vivente!
    Richiamate alla memoria quei primi giorni nei quali, dopo essere stati illuminati, avete dovuto sopportare una grande e penosa lotta, ora esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di esser spogliati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più duraturi. Non abbandonate dunque la vostra fiducia, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa.
    Ancora un poco, infatti, un poco appena,
    e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
    Il mio giusto vivrà mediante la fede;
    ma se indietreggia,
    la mia anima non si compiace in lui (Ab 2, 3. 4).
    Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

  3. Ivana

    Dalla lettera agli Ebrei 2, 5-18
    *Gesù, il Salvatore,
    si è fatto in tutto simile ai suoi fratelli*
    Non certo a degli angeli Dio ha assoggettato il mondo futuro, del quale parliamo. Anzi, qualcuno in un passo ha testimoniato:
    Che cos’è l’uomo perché ti ricordi di lui
    o il figlio dell’uomo perché tu te ne curi?
    Di poco l’hai fatto inferiore agli angeli,
    di gloria e di onore l’hai coronato
    e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi (Sal 8, 5-7).
    Avendogli assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli (cfr. Fil 2, 7-9), lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti.
    Ed era ben giusto che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li guida alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da uno solo; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo:
    Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
    in mezzo all’assemblea canterò le tue lodi (Sal 21, 23);
    e ancora:
    Io metterò la mia fiducia in lui (Is 8, 17; Sal 17, 3)
    e inoltre:
    Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato (Is 8, 18).
    Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura (cfr. Is 41, 8. 9). Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.

  4. P

    Santa Rosalia intercedi per tutti noi
    aiuta I malati, proteggi tutti e
    fa che termini questa epidemia.
    Ti preghiamo con fede e riconoscenza.
    Amen

  5. Ivana

    Dal libro del profeta Malachìa

    Così dice il Signore:
    «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
    Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani.
    Ecco, io invierò il profeta Elìa prima che giunga
    il giorno grande e terribile del Signore:
    egli convertirà il cuore dei padri verso i figli
    e il cuore dei figli verso i padri,
    perché io, venendo,
    non colpisca
    la terra con lo sterminio».

    Parola di Dio

  6. Ivana

    Dal Vangelo secondo Matteo

    In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
    Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
    Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
    Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

    Parola del Signore

  7. Ivana

    Dal libro del profeta Isaìa

    In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
    «Abbiamo una città forte;
    mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
    Aprite le porte:
    entri una nazione giusta,
    che si mantiene fedele.
    La sua volontà è salda;
    tu le assicurerai la pace,
    pace perché in te confida.
    Confidate nel Signore sempre,
    perché il Signore è una roccia eterna,
    perché egli ha abbattuto
    coloro che abitavano in alto,
    ha rovesciato la città eccelsa,
    l’ha rovesciata fino a terra,
    l’ha rasa al suolo.
    I piedi la calpestano:
    sono i piedi degli oppressi,
    i passi dei poveri».

    Parola di Dio

  8. Ivana

    Dalla seconda lettera di san Pietro, apostolo 2, 9-22
    Denuncia dei peccati
    Carissimi, il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore.
    Temerari, arroganti, non temono d’insultare gli esseri gloriosi decaduti, mentre gli angeli, a loro superiori per forza e potenza, non portano contro di essi alcun giudizio offensivo davanti al Signore. Ma costoro, come animali irragionevoli nati per natura a essere presi e distrutti, mentre bestemmiano quel che ignorano, saranno distrutti nella loro corruzione, subendo il castigo come salario dell’iniquità. Essi stimano felicità il piacere d’un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi; han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione! Abbandonata la retta via, si sono smarriti seguendo la via di Balaam di Bosor che amò un salario di iniquità, ma fu ripreso per la sua malvagità: un muto giumento, parlando con voce umana, impedì la demenza del profeta. Costoro sono come fonti senz’acqua e come nuvole sospinte dal vento: a loro è riserbata l’oscurità delle tenebre. Con discorsi gonfiati e vani adescano mediante le licenziose passioni della carne coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell’errore. Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Perché uno è schiavo di ciò che l’ha vinto.
    Se infatti dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato. Si è verificato per essi il proverbio:
    Il cane è tornato al suo vomito (Pro 26, 11)
    e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago.

  9. Ivana

    Dal Vangelo secondo Luca

    Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
    Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
    Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
    Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

    Parola del Signore

  10. Ivana

    Dalla «Lettera ai Corinzi» di san Clemente I, papa
    (Capp. 19, 2 – 20, 12; Funk, 1, 87-89)
    *Dio ordina il mondo con armonia e concordia
    e fa del bene a tutti*
    Fissiamo lo sguardo sul padre e creatore di tutto il mondo e immedesimiamoci intimamente con i suoi magnifici e incomparabili doni di pace e con i suoi benefici. Contempliamolo nella nostra mente e scrutiamo con gli occhi dell’anima il suo amore così longanime. Consideriamo quanto si dimostri benigno verso ogni sua creatura.
    I cieli, che si muovono sotto il suo governo, gli sono sottomessi in pace; il giorno e la notte compiono il corso fissato da lui senza reciproco impedimento. Il sole, la luce e il coro degli astri percorrono le orbite prestabilite secondo la sua disposizione senza deviare dal loro corso, e in bell’armonia. La terra, feconda secondo il suo volere, produce a suo tempo cibo abbondante per gli uomini, le bestie e tutti gli esseri animati che vivono su di essa, senza discordanza e mutamento alcuno per rapporto a quanto egli ha stabilito. Gli stessi ordinamenti regolano gli abissi impenetrabili e le profondità della terra. Per suo ordine il mare immenso e sconfinato si raccolse nei suoi bacini e non oltrepassa i confini che gli furono imposti, ma si comporta così come Dio ha ordinato. Ha detto infatti: «Fin qui giungerai e non oltre e qui si infrangerà l’orgoglio delle tue onde» (Gb 38, 11). L’oceano invalicabile per gli uomini e i mondi che si trovano al di là di esso sono retti dalle medesime disposizioni del Signore.
    Le stagioni di primavera, d’estate, d’autunno e d’inverno si succedono regolarmente le une alle altre. Le masse dei venti adempiono il loro compito senza ritardi e nel tempo assegnato. Anche le sorgenti perenni, create per il nostro godimento e la nostra salute, offrono le loro acque ininterrottamente per sostentare la vita degli uomini. Persino gli animali più piccoli si stringono insieme nella pace e nella concordia. Tutto questo il grande creatore e signore di ogni cosa ha comandato che si facesse in pace e concordia, sempre largo di benefici verso tutti, ma con maggiore abbondanza verso di noi che ricorriamo alla sua misericordia per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. A lui la gloria e l’onore nei secoli dei secoli. Amen.

  11. Ivana

    Dal libro del profeta Baruc 1, 14 – 2, 5; 3, 1-8
    Supplica del popolo pentito
    Leggete perciò questo libro che vi abbiamo mandato per fare pubblica confessione nel tempio del Signore, in giorno di festa e nei giorni opportuni. Direte dunque:
    Al Signore nostro Dio la giustizia; a noi il disonore sul volto, come oggi avviene per i Giudei e gli abitanti di Gerusalemme, per i nostri re e per i nostri principi, per i nostri sacerdoti e i nostri profeti e per i nostri padri, perché abbiamo offeso il Signore, gli abbiamo disobbedito, non abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio per camminare secondo i decreti che il Signore ci aveva messi dinanzi. Da quando il Signore fece uscire i nostri padri dall’Egitto fino ad oggi noi ci siamo ribellati al Signore nostro Dio e ci siamo ostinati a non ascoltare la sua voce. Così, come oggi constatiamo, si sono abbattuti su di noi tanti mali insieme con la maledizione che il Signore aveva minacciato per mezzo di Mosè suo servo, quando fece uscire i nostri padri dall’Egitto per concederci un paese in cui scorre latte e miele. Non abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio, secondo le parole dei profeti che egli ci ha mandato: ma ciascuno di noi ha seguito le perverse inclinazioni del suo cuore, ha servito dèi stranieri e ha fatto ciò che è male agli occhi del Signore nostro Dio.
    Per questo il Signore ha adempiuto le sue parole pronunziate contro di noi, contro i nostri giudici che governano Israele, contro i nostri re e contro i nostri principi, contro ogni uomo d’Israele e di Giuda. Non era mai avvenuto sotto la volta del cielo quello che egli ha compiuto in Gerusalemme, come sta scritto nella legge di Mosè, fino al punto di mangiarsi uno le carni del figlio e un altro quelle della figlia. Il Signore li mise in potere di tutti i regni vicini e li rese oggetto di vituperio e di disprezzo per tutti quei popoli in mezzo ai quali li aveva dispersi. Così ci ha reso schiavi invece di padroni, perché abbiamo offeso il Signore nostro Dio e non abbiamo ascoltato la sua voce.
    Signore onnipotente, Dio d’Israele, un’anima angosciata, uno spirito tormentato grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà, perché abbiamo peccato contro di te. Tu domini sempre, noi continuamente periamo. Signore onnipotente, Dio d’Israele, ascolta dunque la supplica dei morti d’Israele, dei figli di coloro che hanno peccato contro di te: essi non hanno ascoltato la voce del Signore loro Dio e a noi si sono attaccati questi mali. Non ricordare l’iniquità dei nostri padri, ma ricordati ora della tua potenza e del tuo nome, poiché tu sei il Signore nostro Dio e noi ti loderemo, Signore. Per questo tu hai riempito i nostri cuori del tuo timore perché invocassimo il tuo nome. Noi ti lodiamo ora nell’esilio, poiché abbiamo allontanato dal cuore tutta l’iniquità dei nostri padri, i quali hanno peccato contro di te. Ecco, siamo ancor oggi esiliati e dispersi, oggetto di obbrobrio, di maledizione e di condanna per tutte le iniquità dei nostri padri, che si sono ribellati al Signore nostro Dio.

  12. Ivana

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

    Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità.
    Non vi è alcun dubbio che grande è il mistero della vera religiosità:
    egli fu manifestato in carne umana
    e riconosciuto giusto nello Spirito,
    fu visto dagli angeli
    e annunciato fra le genti,
    fu creduto nel mondo
    ed elevato nella gloria.

    Parola di Dio

  13. Ivana

    Dai “Libri degli Stromata” di Clemente Alessandrino (6)

    Adorare Dio mediante la vera santità delle opere e della conoscenza

    Chi peregrina verso il Signore nell’amore, anche se la sua dimora è ancora visibile qui in terra, non si sottrae alla vita terrena, ma distacca la sua anima dalle passioni. Egli vive, ma ha crocifisso la sua cupidigia e non dispone più del suo corpo al quale permette solo lo stretto necessario, per non consentirgli occasioni di rovina.

    Come può avere ancora bisogno di fortezza colui che non giace nel male, quasi non fosse più quaggiù, ma è totalmente con colui che ama? Come può far ricorso alla temperanza se non ne ha più bisogno? Avere infatti cupidigie tali che esigano la temperanza per poter essere dominate, non è di chi è puro, ma di colui che è ancora agitato dai turbamenti dell’animo. Alla fortezza poi si fa ricorso per il timore e la timidezza. è infatti disdicevole che l’amico di Dio, predestinato prima della costituzione del mondo per essere elevato alla sublime adozione dei figli, sia soggetto alle passioni e ai timori, tutto occupato nel dominare i turbamenti dell’animo. Oserei infatti dire: come uno è predestinato in base alle opere che compirà e agli effetti che ne seguiranno, così egli stesso in un certo senso avrà predestinato per sé colui che ha amato, attraverso la conoscenza che ne ha avuto. Né viene a conoscere il futuro per incerte ipotesi come la maggior parte degli uomini va congetturando, ma per conoscenza di fede riceve come cosa certa ciò che per gli altri è incerto e oscuro: e per la carità gli è già presente ciò che dovrà venire. Ha infatti creduto, per profezia e per esperienza, al Dio che non mentisce; perciò possiede ciò che ha creduto e ottiene la promessa; poiché colui che ha promesso è degno di fede essendo la verità, egli riceve sicuramente mediante la conoscenza il fine della promessa. Chi infatti conosce che lo stato in cui si trova gli dà la sicura comprensione delle cose future, va incontro al futuro con amore.

    Perciò non desidererà certo conseguire le cose di quaggiù, convinto di dover ottenere quelle realtà che sono i veri beni; desidererà piuttosto custodire quella fede che appaghi pienamente il suo desiderio. Inoltre desidera che il maggior numero possibile di fratelli diventino simili a lui, a gloria di Dio, la quale si realizza attraverso la stessa conoscenza. è infatti strumento di salvezza per gli altri colui che è pienamente conforme al Salvatore, dal momento che la natura umana deve giungere a riprodurre la sua immagine obbedendo ai suoi comandamenti senza deviare. Questo è adorare Dio, mediante la vera santità delle opere e della conoscenza

  14. Ivana

    Dal «Commento sul libro di Giobbe» di san Gregorio Magno, papa
    (Lib. 3, 39-40; PL 75, 619-620)
    Battaglie all’esterno, timori all’interno
    Gli uomini santi, pur se torchiati dalle prove, sanno sopportare chi li percuote e, nello stesso tempo, tener fronte a chi li vuole trascinare nell’errore. Contro quelli alzano lo scudo della pazienza, contro questi impugnano le armi della verità. Abbinano così i due metodi di lotta ricorrendo all’arte veramente insuperabile della fortezza.
    All’interno raddrizzano le distorsioni della sana dottrina con l’insegnamento illuminato, all’esterno sanno sostenere virilmente ogni persecuzione. Correggono gli uni ammaestrandoli, sconfiggono gli altri sopportandoli. Con la pazienza si sentono più forti contro i nemici, con la carità sono più idonei a curare le anime ferite dal male. A quelli oppongono resistenza perché non facciano deviare anche gli altri. Seguono questi con timore e preoccupazione perché non abbandonino del tutto la via della rettitudine.
    Vediamo il soldato degli accampamenti di Dio che combatte contro entrambi i mali: «Battaglie all’esterno, timori al di dentro» (2 Cor 7, 5). Enumera le guerre che subisce dall’esterno, dicendo: «Pericoli di fiumi, pericoli di briganti, pericoli dai miei connazionali, pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli» (2 Cor 11, 26). Altre armi che usa in questa guerra sono: «Fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità» (2 Cor 11, 27).
    Ma, pur impegnato su tanti fronti, non allenta l’attenzione per la sicurezza degli accampamenti. Infatti soggiunge immediatamente: «E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le chiese» (2 Cor 11, 28). Assume tutte su di sé le asprezze della guerra e, contemporaneamente, si prodiga con premura a difesa dei fratelli. Parla dei mali che sopporta, e aggiunge i beni che elargisce.
    Consideriamo poi quanta fatica sia sopportare al medesimo tempo le avversità all’esterno e difendersi all’interno contro le proprie debolezze. All’esterno sopporta battaglie, perché è lacerato dalle battiture, è legato da catene; all’interno tollera la paura, perché teme che la sua sofferenza rechi danno non a sé, ma ai discepoli. Perciò scrive loro: «Nessuno si lasci turbare in queste tribolazioni. Voi stessi infatti sapete che a questo siamo destinati» (1 Ts 3, 3).
    Nella propria sofferenza temeva la caduta degli altri, e cioè che i discepoli, venendo a conoscenza che egli veniva percosso per la fede, ricusassero di professarsi fedeli.
    O sentimento di immensa carità! Sprezza ciò che egli stesso soffre, e si preoccupa che nei discepoli non si formino concezioni sbagliate. Sdegna in sé le ferite del corpo, e cura negli altri le ferite del cuore. I grandi infatti hanno questo di particolare che, trovandosi nel dolore della propria tribolazione, non cessano di occuparsi dell’utilità altrui; e, mentre soffrono in se stessi sopportando le proprie tribolazioni, provvedono agli altri, consigliando quanto loro abbisogna. Sono come dei medici eroici, colpiti da malattia: sopportano le ferite del proprio male e provvedono gli altri di cure e di medicine per la guarigione.

  15. Mimì

    Santa Rosalia prega Gesù x noi ,fa che non ci abbandoni ma ci aiuti sempre.Aiuta mio marito guidalo e dagli pazienza,proteggi i miei figli,donaci salute pace e provvidenza. Aiuta la mia famiglia e quella di mio marito,mia suocera donale salute e memoria. Proteggi i bisognosi e gli emigrati e gli ammalati e i ns governatori. Amen

  16. Mimì

    Santa Rosalia aiutaci tu.Prega Gesù affinché mio marito possa risolvere i problemi che ci circondano,dagli forza .Vedi tu o Santa se può avere qualche altro incarico in modo da poter andare avanti con più serenità. Aiuta i miei figli nello studio proteggili e illuminali. Donaci salute ,pace e provvidenza. Aiuta mia suocera fa che si riprenda. Aiuta mio fratello e mio nipote e le loro famiglie. Aiuta i bisognosi e gli emigrati e gli ammalati e i ns governatori e i terremotati. Amen

  17. Mimì

    Santa Rosalia protettice della ns città. Proteggi mio figlio che domani ha compito scritto all’università,illuminalo tramite Gesù,guida mia figlia,dona pazienza e forza a mio marito affinché reagisce e trova delle soluzioni x andare avanti. Donaci salute, serenità e provvidenza. Di noi abbi Gesù misericordia. Aiuta la mia famiglia e quella di mio marito ,i bisognosi e gli emigrati e gli ammalati e i ns governatori,fa che la Ue non ci abbandoni ma ci dia una mano Amen

  18. Paola

    Prega per la mia famiglia. Scansaci dalle brutte malattie. Lavoro per le mie figlie. Matrimonio per le mie figlie. Stabilizza i miei occhi. Pace e serenità sul lavoro.

  19. Mimì

    Santa Rosalia oggi è la tua festa,sono felice di essermene ricordata ,ti prego in modo particolare fa che regni la pace nella mia casa,di a Gesù che mi aiuti a superare tutti gli ostacoli insieme alla mia famiglia. Domani fa che mio figlio riesca a trovare casa prima che cominci l’università. Aiuta Giovanni che il 6 ha esami di riparazione fa che gli vada tutto bene. Donaci pace e salute e la provvidenza. Aiuta i bisognosi e gli ammalati e gli emigrati e i ns governatori che risollevino il paese e risolvino il problema pensioni.Amen

  20. Mimì

    Santa Rosalia patrona di Palermo, felice di averti visto sfilare sul carro .Aiutaci a superare tutti gli ostacoli,illumina mio figlio x questa laurea,proteggi e guida mia figlia con Giovanni, aiuta mio marito nei momenti critici, donaci serenità e salute. Aiuta i bisognosi e gli ammalati e gli emigrati e i ns governatori.Amen

  21. Mimì

    Santa Rosalia, ti chiedo di pregare Gesù xché possa aiutare la mia famiglia. Illumina mio figlio a prepararsi agli esami, stimolalo. Proteggi mia figlia, guidala.Aiuta mio marito dagli la pazienza x tutto.Di noi tutti abbi misericordia. Donaci il pane quotidiano. Aiuta i bisognosi e gli ammalati. AMEN

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